la battutaccia del nostro amato premier è molto più di quello che si è visto e detto al riguardo.
è la punta di un iceberg: non semplicemente riconducibile al cattivo gusto, al greve umorismo del bauscia. il fatto che evidentemente non sia una "carineria" è evidente, ma non mi sembra sia corretto semplificare il tutto ad una, per quanto grave, gaffe.
non raccontiamoci che è solo l'ennesima uscita politically un-correct di un grande comunicatore. sotto il pelo dell'acqua - dietro ai lustrini, ai sorrisi al lifting, dietro ai nani e alle ballerine tette al vento, coperto dallo starnazzare degli opinionisti asserviti all'azienda-stato o allo stato-azienda - sotto sotto c'è l'invisibile montagna di ghiaccio: il razzismo.
il razzismo vero. quello culturale, radicato. per il quale uno che si chiama barak può fare il lavavetri. se corre veloce può perfino fare l'atleta. oddio, se è alto possiamo prenderlo per giocare a pallacanestro. oppure permettere che faccia il buffone in qualche sit-com americana.
però ritenere che possa essere eletto come amministratore di condominio sarebbe davvero troppo.
questa è la realtà vera. il sapere tramandato di padre in figlio, la cultura è questa: siamo aperti, liberisti e tolleranti, ma che i negri facciano i negri.
e se non gli sta bene che se ne tornino a casa, no? (borghezio docet)
Friday 7 November 2008
Wednesday 5 November 2008
thank you america
è andata meglio del previsto. ora stiamo a vedere...
sono uscito di casa entusiasta, quasi commosso per l'elezione di obama.
(spero che il cinico realismo attenda un po' a svegliarsi, e che mi lasci ancora un po' a crogiolarmi in questa confortevole gioia infantile)
quanto al senratore gasparri ha perso l'ennesima occasione per stare zitto. ha commentato così il risultato delle presidenziali americane: «Dubbi e sospetti gravano ancora sul passato di Barak Obama. Certamente ora Al Queda sarà più contenta».
purtroppo nl suo caso non si può dire che se stesse zitto ci lascerebbe qualche dubbio sulla sua intelligenza: perchè in quanto a quello basta guardarlo in faccia e conoscere le sue frequentazioni presenti e passate per farsene un'idea...
è andata meglio del previsto. ora stiamo a vedere...
sono uscito di casa entusiasta, quasi commosso per l'elezione di obama.
(spero che il cinico realismo attenda un po' a svegliarsi, e che mi lasci ancora un po' a crogiolarmi in questa confortevole gioia infantile)
quanto al senratore gasparri ha perso l'ennesima occasione per stare zitto. ha commentato così il risultato delle presidenziali americane: «Dubbi e sospetti gravano ancora sul passato di Barak Obama. Certamente ora Al Queda sarà più contenta».
purtroppo nl suo caso non si può dire che se stesse zitto ci lascerebbe qualche dubbio sulla sua intelligenza: perchè in quanto a quello basta guardarlo in faccia e conoscere le sue frequentazioni presenti e passate per farsene un'idea...
Tuesday 4 November 2008
tra poco vado a ficcarmi sotto le copertine. qualche paginetta di quer pasticciaccio brutto de via merulana... e poi nanna (non proprio una lettura scorrevolissima, per quanto estremamente piacevole ed in un modo unico coinvolgente).
domattina mi sveglierò con i primi exit poll. poi dopo qualche caffè ne attenderò altri. probabilmente prima di uscire di casa avremo già i primi risultati ufficiali (o pre-uffiali o post-uffiosi) delle presidenziali americane.
le elezioni del secolo. momenti storici. il destino dell'umanità.
come sempre so che il cinismo e lo scetticismo arriveranno domani. al momento sono invece molto coinvolto emotivamente. con grandi attese, aspettative, speranze: tutte pronte per essere deluse.
e domani, comunque vada, sarò pronto a dirmi che comunque non cambia un cazzo: che le lobby governano il mondo, che vediamo solo fantocci, fantasmata di un grande ordine oscuro (burattini del capitale, del sistema o di comunque si chiami quello che sta dietro alla realtà che conosciamo).
ma intanto sarà un risveglio pieno di ansia, come quello di un bambino che la mattina di natale corre sotto l'albero a cercare i regali, non vedendo l'ora di aprirli. spriamo in bene.
e buona notte
qualche giorno fa ho finito di leggere un po' più in la sulla destra: l'ultimo libro di fred vargas. ultimo non in termini cronologici (di pubblicazione, di edizione...), ma nel senso che al momento ho letto tutti i titoli pubblicati, e altri già scritti non sono stati tradotti in italiano. (e purtroppo io e il francese ci siamo incontrati a lione nel 1997 ma abbiamo litigato.)
è stata una sensazione strana, cioè nuova e sconosciuta, quella di poter pensare: per il momento, quanto a questo, ho letto tutto.
da ciò due condizioni, due considerazioni banali. uno: ad aprile 2009 einaudi pubblicherà un nuovo titolo ed è la prima volta che attendo l'uscita di un libro (come fosse un album musicale o un film).
due: paradossalmente mi è sembrato di cogliere una crepa nella volta della biblioteca di babele. un anello che non tiene, un buco nella rete: un limitw all'infinito. per un attimo ho temuto di poter vedere una fine: ma è stato solo un attimo.
è certo, invece, e lo sento lo so lo credo: è vero che ci sono più parole scritte, storie raccontate e da raccontare, filosofie e scienze, poesie e bugie, caratteri neri su carta di quanta vita potrò mai vivere.
un libro non mi mancherà mai.
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